Impianti ad ossigeno puro |
IMPIANTO DI PRETRATTAMENTO RIFIUTI LIQUIDI SPECIALI INDUSTRIALI
Capacità giornaliera: 200 MC/G
Localtà: Bari
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INDIVIDUAZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA DEI REFLUI DA TRATTARE
Il progetto dell'unità di trattamento delle acque reflue domestiche e dei liquami ad alta concentrazione organica è basato sui seguenti valori di carico affluente:
| Volume giornaliero |
200,00 mc/g |
| Periodo di consegna liquami |
8,00 h/g |
| Tempo medio scarico autobotte |
30,00 minuti |
| Capacità media autobotte |
10,00 m |
| Scarico contemporaneo autobotti |
2,00 unità |
| BOD5 specifico |
12.000,00 mg/l |
| COD specifico |
25.000,00 mg/l |
| Sostanze sospese |
20.000,00 mg/l |
| Azoto specifico |
2.000,00 mg/l |
| Fosforo totale specifico |
500,00 mg/l |
| Oli e grassi specifici |
2.500,00 mg/l |
| Solidi sedimentabili |
10,00 l/mc |
La portata potrà subire incrementi purchè, i liquami abbiano carico organico inferiore a quello di progetto e comunque non superiore al totale giornaliero di 2400 Kg BOD
5/g.
Carico medio giornaliero:
| BOD5 |
2.400 Kg/g
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| COD |
5.000 Kg/g |
| Sostanze sospese |
4.000 Kg/g |
| Azoto Kjiehldahl |
400 Kg/g |
| Fosforo totale |
100 Kg/g |
| Oli e grassi |
500 Kg/g |
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| Stabilimento |
Neutralizzazione e chiariflocculazione |
All'impianto, fermo restando il carico inquinante totale giornaliero di 5000 Kg COD/g, saranno altresì avviate le seguenti acque reflue industriali:
- Spurgo pozzetti stradali;
- Spurgo pozzetti attività di autolavaggio;
- Miscele acquose da bagni di fosfatazione e/o fosfosgrassaggio;
- Miscele acquose da bagni galvanici contenenti metalli;
- Soluzioni acquose contenenti altri metalli;
- Soluzioni acquose contenenti più metalli;
- Soluzioni acquose contenenti non metalli;
- Acque derivanti da lavorazioni di prodotti agro-alimentari in genere;
- Soluzioni acquose contenenti tensioattivi;
- Percolato di discariche;
- Soluzioni acquose con tracce di olii e/o idrocarburi;
- Soluzioni acquose con bassissimo carico organico;
- Soluzioni e/o miscele acquose con inquinanti principalmente organici;
- Acque di cabine di verniciatura di superfici metalliche;
- Acque di cabine di verniciatura di legno;
- Soluzioni acquose basiche di idrossido di calcio;
- Soluzioni acquose basiche di idrossido di sodio;
- Soluzioni acquose detergenti basiche non contenenti cianuri;
- Eluati acquosi basici resine scambiatrici di ioni, senza metalli;
- Miscele acquose basiche da bagni decapaggio alluminio;
- Soluzioni acquose basiche impiegate nel trattamento di superficie dei metalli;
- Soluzioni e/o miscele acquose basiche.
Il processo di trattamento adottato è del tipo biologico a fanghi attivi, con dissoluzione ad ossigeno chimico puro; esso si articola nelle seguenti fasi di trattamento unitarie:
- Trattamenti preliminari:
- Grigliatura (manuale ed automatica);
- Dissabbiatura;
- Sollevamento sabbie con air - lift;
- Neutralizzazione;
- Chiariflocculazione;
- Omogeneizzazione ed accumulo;
- Ripresa;
- Trattamento biologico ossidativo 1º stadio:
- Predenitrificazione, Ossidazione e Nitrificazione;
- Sedimentazione;
- Ricircolo fanghi attivi;
- Trattamento biologico ossidativo 2º stadio 1ª fase:
- Predenitrificazione;
- Nitrificazione e Ossidazione;
- Ricircolo liquido misto;
- Trattamento biologico ossidativo 2º stadio 2ª fase:
- Postdenitrificazione;
- Dosaggio carbonio;
- Riaerazione;
- Ricircolo liquido misto;
- Dosaggio cloruro ferrico;
- Sedimentazione;
- Ricircolo dei fanghi attivi;
- Trattamenti terziari:
- Trattamento fanghi:
- Stabilizzazione aerobica;
- Ispessimento ed accumulo;
- Condizionamento, disidratazione e stoccaggio fanghi con sacchi;
- Condizionamento, disidratazione e stoccaggio fanghi con filtropressa.
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Grigliatura e dissabbiatura
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I liquami speciali in arrivo all'impianto, vengono selezionati alle rispettive linee di trattamento. Entrano quindi in un apposito canale ove vengono sottoposti ad una grigliatura grossolana e ad una successiva grigliatura fine, quest'ultima meccanizzata, con raccolta automatica del materiale grigliato. In posizione parallela alla grigliatura meccanizzata, e' prevista una stazione di grigliatura manuale. Il materiale grigliato, previa compattazione, viene raccolto in contenitori per essere poi allontanato "normalmente".Dal canale di grigliatura i liquami giungono in una vasca di dissabbiatura, quindi in una vasca di accumulo ove subiscono un trattamento di omogeneizzazione ed equalizzazione preparatoria mediante insufflazione di ossigeno puro allo scopo di renderne il più possibile uniforme la composizione, stante la loro grande variabilità per quanto riguarda le caratteristiche qualitative e quantitative.
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| Quadro elettrico |
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Una stazione di ripresa, posizionata nella predetta vasca, provvederà ad inviare i liquami omogeneizzati al successivo stadio di superossidazione. Il tipo di ossidazione prolungata garantisce la completa mineralizzazione del fango (di gestione aerobica) e quindi l'assenza completa di odori sgradevoli. Inoltre, essendo il tempo di permanenza in ossidazione di circa 24 ore, viene garantita una notevole insensibilità dell'impianto ai bruschi innalzamenti sia della portata sia del carico inquinante. Nella fase di ossidazione la degradazione delle sostanze organiche avviene ad opera di batteri che, in opportune condizioni di temperatura, pH, ossigeno disciolto, turbolenza e sostanze nutritizie, vengono selezionati.
Dato l'alta concentrazione di sostanze organiche e, quindi, di carico inquinante contenuto nelle acque reflue, il trattamento ossidativo viene articolato in due distinti stadi.
- I liquami giungono pertanto in un primo stadio biologico dove avviene la prima demolizione delle sostanze organiche ad opera dei batteri aerobici, ed una prima parziale nitrificazione dell'azoto introdotto. L'azoto nitrificato viene eliminato in una fase di predenitrificazione biologica posta a monte del trattamento di nitrificazione. L'eliminazione dei nitrati è facilitata da consistenti entità di liquido misto a fanghi, rinviati in continuo dalla fase di nitrificazione alla predenitrificazione. Si opera pertanto una denitrificazione dei nitrati per via biologica, in condizioni anossiche, con popolazioni batteriche di tipo eterotrofo, presenti nella stessa biomassa della fase di nitrificazione. Fermo restando l'utilizzo del carbonio organico nei processi di sintesi (quello dei liquami in ingresso), per la respirazione tali batteri sono in grado di utilizzare come accettore di elettroni i nitrati, passando senza difficoltà da condizioni aerobiche (nitrificazione) a condizioni anossiche (denitrificazione). La fase di sedimentazione finale completa il trattamento del primo stadio.
- Il secondo stadio biologico è rappresentato da una prima fase (predenitrificazione e nitrificazione) analoga a quella di 1° stadio, nella quale viene completato il ciclo di eliminazione dell'azoto; e da una seconda fase (di sicurezza) rappresentata dalla postdenitrificazione e riaerazione, dove è possibile eliminare eventuali quantità di nitrati non abbattuti con i precedenti trattamenti. Essendo limitato il quantitativo di carbonio organico in questa fase di trattamento, i batteri eterotrofi utilizzeranno quello endogeno costituito dalla sostanza organica immagazzinata nella cellula batterica. É previsto in questa fase, eventualmente, il dosaggio di carbonio organico esterno, quale metanolo, acido acetico, melasso, glucosio, saccarosio; il tutto allo scopo di accellerare i predetti processi di denitrificazione. In detta fase viene dosato anche del cloruro ferrico per la eliminazione dei fosfati. La fase di riaerazione ha il compito di eliminare eventuali esuberi di carbonio organico. La sedimentazione finale completa tale trattamento biologico.
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| Sedimentazione |
Dissoluzione ossigeno puro |
Le acque chiarificate provenienti dalla sedimentazione del secondo stadio biologico sono convogliate in una vasca di clorazione dove subiscono un processo di disinfezione mediante l'immissione di una soluzione di ipoclorito di sodio, a mezzo pompa dosatrice comandata in automatico da un clororesiduometro. I fanghi di supero provenienti dalle predette fasi di trattamento, subiscono invece un trattamento di stabilizzazione aerobica allo scopo di ossidare le sostanze organiche in essi ancora presenti, e quindi di eliminare completamente la possibilità di cattivi odori; infine subiscono un adeguamento per accumulo ed ispessimento allo scopo di ridurre, mediante sedimentazione, il loro volume. I fanghi in tal modo ispessiti e stabilizzati vengono quindi periodicamente inviati al trattamento finale di disidratazione che può avvenire mediante filtro a maniche e/o filtro pressa che consenta la riduzione della percentuale di umidità in essi presente sino a renderli potabili di consistenza "palpabile". Il liquido drenato dalla disidratazione e quello che chiarificazione della vasca di ispessimento e di stabilizzazione viene, mediante una tubazione fognaria, riciclato in testa all'impianto.
I liquami speciali in arrivo all'impianto, vengono selezionati alle rispettive linee di trattamento. Entrano quindi in un apposito canale ove vengono sottoposti ad una grigvo stadio di superossidazione. Il tipo di ossidazione prolungata garantisce la completa mineralizzazione del fango (di gestione aerobica) e quindi l'assenza completa di odori sgradevoli. Inoltre, essendo il tempo di permanenza in ossidazione di circa 24 ore, viene garantita una notevole insensibilità dell'impianto ai bruschi innalzamenti sia della portata sia del carico inquinante. Nella fase di ossidazione la degradazione delle sostanze organiche avviene ad opera di batteri che, in opportune condizioni di temperatura, pH, ossigeno disciolto, turbolenza e sostanze nutritizie, vengono selezionati.
Dato l'alta concentrazione di sostanze orgzione finale completa il trattamento del primo stadio.