Deporain
Impianto di trattamento acque di prima pioggia
PER ACQUE DI PRIMA PIOGGIA E DI DILAVAMENTO PROVENIENTI DA PIAZZALI DI QUALSIASI ATTIVITA': CASEIFICI, CANTINE, INDUSTRIE AGROALIMENTARI, AUTORIMESSE, AUTOFFICINE, DEPOSITI PETROLIFERI, STAZIONI DI SERVIZIO, ECC.Le acque di pioggia in arrivo all'impianto, sollevate dalla pompa di ripresa in dotazione all'impianto sono sottoposte a defangazione e disoleatura a mezzo P.L. (pacco lamellare). Il separatore a P.L., depura con altissima efficienza le acque di scarico in oggetto, contenenti idrocarburi e solidi sotto forma rispettivamente di dispersione fine e di sospensione (Vedasi schema di flusso). Per effetto della componente ascensionale di Stokes le particelle oleose vengono immediatamente intercettate dalle lastre ondulate di cui è costituito il pacco lamellare. Le particelle solide invece, vanno al fondo con moto accellerato, dal riflusso idrodinamico che viene a generarsi nel pacco stesso. Il liquame defangato e disoleato, subisce, prima dello scarico definitivo, un trattamento finale mediante il passaggio dal basso verso l'alto in una colonna filtrante a carboni attivi vegetali aventi il compito di trattenere le sostanze organiche e grasse ancora presenti. Il controlavaggio ed il lavaggio in corrente della colonna avviene mediante l'apertura di valvole in dotazione al filtro. Gli olii ed i grassi minerali saranno periodicamente skimmerati manualmente e stoccati in un opportuno contenitore per il prelievo periodico e l'avvio al Consorzio Obbligatorio degli Olii esausti. Infine i fanghi derivanti dalla sedimentazione all'interno del monoblocco sono accolti nell'apposita stazione di filtrazione e disidratazione in sacco, attraverso l'utilizzo della stessa pompa di ripresa. Il sedimentato viene così raccolto nei sacchi filtranti, il cui tessuto consente il drenaggio dell'acqua la quale viene immessa nuovamente, a gravità, nella vasca di decantazione mediante apposita tubazione. A disidratazione avvenuta, nei sacchi filtranti rimangono i fanghi residuati dal processo di depurazione, i quali si presentano di aspetto gelatinoso e risultano facilmente asportabili. Le condizioni di funzionamento costituiscono la base essenziale al conseguimento dei risultati per i quali l'impianto è stato progettato, e, più precisamente, a far sì che l'effluente rientri nei limiti di accettabilità imposti dalla Tabella "4" dell'allegato n°5 al D.Lgs 11 maggio 1999 n. 152 per scarichi sul suolo.
Vantaggi
Ciò comporta, a differenza di quanto accade nei tradizionali sistemi a vasche plurime in c.a.:- rapida installazione dell'impianto e comoda ed agevole ispezione d'ogni sua parte; quindi facilità di gestione e manutenzione della struttura;
- leggerezza del monoblocco e facilità di smontaggio dello stesso, quindi possibilità di trasporto e posizionamento in punti diversi da quello previsto.
- Potenziamento, se necessario, del trattamento delle acque reflue. (D. Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 258)
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